Meditazione

La liturgia del Mercoledì delle Ceneri ci invita a unire alla preghiera il digiuno, pratica penitenziale che richiama un più profondo sforzo spirituale.

Ascoltare , meditare, parlare e tacere davanti al Signore che parla è un’arte che si apprende praticandola con perseveranza. Certamente la preghiera è un dono che reclama tuttavia di essere accolto ; è opera di Dio ma esige un impegno e un’assiduità da parte nostra ; soprattutto la continuità e la perseveranza sono importanti.

Mio Dio,
ti offro questo anno che inizia.
E’ un tempo prezioso
che mi hai dato per servirti.
Lo metto sotto il segno della fedeltà:
fa che sia un cammino verso di Te
e che ogni giorno mi trovi
più ricco di fede e amore.

Abbiamo uno sguardo positivo sulla realtà...
Chi è uomo, donna di speranza - la grande speranza che ci dà la fede - sa che, anche in mezzo alle difficoltà, Dio agisce e ci sorprende... Dio sempre stupisce, come il vino nuovo nel Vangelo...Dio riserva sempre il meglio per noi.

Nel cuore di quelle che i latini chiamavano "feriae Augusti ", ferie d’agosto - da cui la parola italiana "ferragosto" - la Chiesa celebra quest’oggi l’Assunzione della Vergine al Cielo in anima e corpo.

Non conformatevi alla mentalità di questo secolo, ma trasformatevi rinnovando la vostra mente, per poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a lui gradito e perfetto.............

«Non vi lascerò orfani» (Gv 14, 18).
La missione di Gesù, culminata nel dono dello Spirito Santo, aveva questo scopo essenziale: riallacciare la nostra relazione con il Padre, rovinata dal peccato; toglierci dalla condizione di orfani e restituirci a quella di figli.


Oggi nostro Signore Gesù Cristo è asceso al cielo. Con lui salga pure il nostro cuore. Ascoltiamo l'apostolo Paolo che proclama: «Se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove si trova Cristo assiso alla destra di Dio. Pensate alle cose di lassù, non a quelle della terra.

 “Passato il sabato, all'alba del primo giorno della settimana, Maria di Màgdala e l'altra Maria andarono a visitare il sepolcro.” (Mt 28:1). Possiamo immaginarle mentre erano in cammino ... Camminavano come le persone che vanno a un cimitero, con passi incerti e stanchi, come coloro che non riescono a credere a come tutto questo sia finito. Possiamo immaginare le loro facce, pallide e nel pianto. E la loro domanda: può l’Amore essere veramente morto?

La risurrezione non ci viene proposta come un periodo di riposo nella beatitudine, lontano dalle preoccupazioni terrene, né come una ricompensa personale e conquistata con fatica o come un miraggio rinviato ad un futuro da un'esplosione cosmica. E' un dono, sì, ma da ora in avanti.

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